RITRATTO FOTOGRAFICO: Gestire la luce nelle riprese in ambienti interni ed esterni.

RIPRESE IN AMBIENTI INTERNI

Eseguire un ritratto in ambiente interno significa lavorare in totale assenza di qualsiasi luce naturale, possiamo quindi disporre di sole luci artificiali che possono essere continue o flash.

L’utilizzo delle luci continue risulta essere la soluzione più semplice ed economica ma di contro, a causa della scarsa potenza luminosa, occorrerà lavorare con sensibilità ISO più alte con conseguente aumento del rumore digitale, tempi di posa più lenti e diaframmi molto aperti. Occorre inoltre tenere in considerazione il calore prodotto dalle lampade ad incandescenza perché questo porta a limitarci nell’uso di accessori da anteporre al nostro illuminatore in quanto si scioglierebbero o prenderebbero fuoco. Inoltre l’uso di questo sistema d’illuminazione, protratto nel tempo di almeno 1 ora di set fotografico, porterà la temperatura ad essere così fastidiosa da rendere insofferente il nostro soggetto. Nel caso di soggetti truccati poi sarebbe un vero disastro!

L’utilizzo delle luci flash risultano sicuramente essere la scelta meno economica ma sicuramente più efficace. Si lavora con sensibilità ISO più basse, tempi più veloci e diaframmi più chiusi. Possiamo inoltre anteporre al nostro flash un’infinita serie di accessori da utilizzare per concentrare ammorbidire o dirigere la fonte di luce.

La luce che andremo ad utilizzare nel nostro ritratto ha una importanza basilare sul risultato finale, con essa possiamo accentuare, stravolgere i tratti o il carattere della persona fotografata.
La padronanza nel gestire le luci va di pari passo alle implicazioni psicologiche ed interpretative che ogni tipologia di luce porta con se.
Nel momento che decidiamo di lavorare con delle luci artificiali indipendentemente siano flash o luce continue dobbiamo già avere ben chiaro nella nostra mente il risultato finale e l’impatto emotivo che vorremmo ottenere, dall’idea quindi di base partirà il nostro allestimento delle luci.

La luce principale, che può essere l’unica fonte di luce che utilizziamo, caratterizza l’intera immagine. Per conferire una sensazione di naturalezza occorre che essa giunga sul soggetto con un’inclinazione tra i 45 e 60 gradi. La luce si percepisce più naturale nel momento in cui sul occhio del soggetto il punto luminoso compare a ore 11 o a ore 13 immaginando che iride sia il quadrante di un orologio. Essa può essere puntiforme e va usata con cautela perché tenderà ad evidenziare eventuali imperfezioni del viso, oppure può essere diffusa per mitigare ed alleggerire i vari difetti presenti.

La luce complementare è quella utilizzata per mitigare le ombre e per rendere leggibili le parti non illuminate. Normalmente è una luce diffusa con intensità inferiore a quella principale.

La luce d’effetto conferisce profondità e rilievo all’immagine. Alle spalle o leggermente decentrata fa sì che il soggetto si separi dallo sfondo e conferisce volume e dettaglio ai capelli.

La luce di sfondo serve per rendere disomogeneo il fondale utilizzato. Si tratta di una luce puntata direttamente sul fondale. Questa produce diversi effetti tra i quali:

  • Controluce, l’intensità deve essere maggiore di quella principale;

  • High key, il fondo deve riflettere una quantità di luce superiore di circa 2 stop di quella principale.

La nostra creatività non pone limiti sull’uso ed il posizionamento delle luci all’interno nel nostro set fotografico. Tuttavia esistono delle tipologie di illuminazione di base che influiscono psicologicamente sul risultato finale che s’intende raggiungere.

L’illuminazione piena è quella più frequente, consiste nel disporre la luce principale in modo che illumini completamente la parte del soggetto rivolta verso la fotocamera. La luce piena è tranquillizzante, non interpreta in maniera dura ed inquietante il ritratto ed è quella più usata per i ritratti canonici. 

Illuminazione Piena

L’illuminazione di taglio è quella speculare a quella piena ed esalta la forma del viso, essa illumina la porzione del viso non rivolta verso la fotocamera. La luce di taglio da un immagine decisa e con molto carattere, non molta adatta a visi eccessivamente spigolosi.

2013 02 09 Ritratto Martina BW

 

L’illuminazione Rembrant prende il nome dal noto pittore che ritraeva i suoi soggetti come se fossero illuminati da un lucernario posto al di sopra del soggetto. Essa è posta sul lato del viso non rivolto verso la fotocamera.

L’effetto psicologico che crea è molto romantico ma contemporaneamente ricca di una carica emozionale.

illuminazione rembrant 2

L’illuminazione a farfalla sul soggetto forma un ombra che ricorda appunto una farfalla.

La luce principale di qualità diffusa va posta davanti al soggetto in una posizione abbastanza alta, tanto appunto da creare la sopraccitata ombra. Essa è abbastanza descrittiva anche se ha più carattere di quella piena pur essendo simili.

illuminazione a farfalla

 

L’illuminazione a fessura è simile a quella di taglio ma decisamente più esasperata, in sostanza questo tipo di luce illumina solo una parte del viso lasciando completamente in ombra l’altra porzione.
Luce molto drammatica con un forte impatto emotivo, non adatta a visi duri con pelle difettosa o rugosa.

illuminazione di taglio (roberta silvestro)

 

L’illuminazione Bounce (riflessa sul soffitto) è la luce più utilizzata per chi inizia a cimentarsi nel campo della foto ritrattistica, specialmente attraverso l’uso di un flash elettronico portatile.

Si tratta di puntare la sorgente luminosa sul soffitto, sempre che esso sia bianco, per poi farla riflettere sul soggetto dall’alto. La luce così creata ha un sapore moderno ma non di facile utilizzo a causa delle ombre che spesso crea sui visi.

L’illuminazione diffusa è simile alla luce piena, ma con la differenza che la luce principale non è puntiforme ma è ammorbidita attraverso l’uso di un ombrello o di un bank anteposto al flash.
La luce diffusa è una luce tranquilla, non molto caratterizzante, molto adatta per ammorbidire i lineamenti del viso e gli eventuali difetti.

 

_DSC8357

 

In base alla tipologia del viso le luci ed il loro posizionamento rivestono un ruolo fondamentale per migliorare la rappresentazione di quest’ultimo. Di seguito una guida per correggere i difetti del viso attraverso l’illuminazione:

  • VISO LARGO: Luce Rembrandt o di taglio – ruotare il viso di un ¾

  • VISO MAGRO: Luce piena o diffusa – ruotare frontalmente il viso

  • NASO IMPORTANTE: Ruotare il viso frontalmente e sollevare il mento

  • NASO SCHIACCIATO: Luce Rembrandt o a farfalla – ruotare il viso di ¾

  • DOPPIO MENTO: Luce diffusa – centrare la luce principale – sollevare il mento

  • ORECCHIE A SVENTOLA: Evitare qualsiasi luce d’effetto – ruotare il viso in modo che l’orecchio non sia in asse con l’obiettivo

  • RUGHE: Luce diffusa – ruotare il viso ¾

  • OCCHI INCASSATI: Luce diffusa – abbassare la luce principale

 

RIPRESE IN AMBIENTI ESTERNI

Nel caso di riprese in esterni non tutto è così semplice come potrebbe apparire; ad esempio potremmo rischiare di fidarci troppo della nostra capacità di bilanciare le varie luci presenti sulla scena.

Occorre saper gestire la luce solare, in termini di posizione e angolazione, in modo simile a quanto precedentemente descritto.

La soluzione più classica ed ovvia è quella in cui poniamo il soggetto con il sole alle spalle per non esporre direttamente il suo viso ai raggi solari, occorre però ridurre il rapporto d’illuminazione. Questo possiamo farlo utilizzando un pannello riflettente posto di fronte al soggetto in modo che la luce riflessa vada a schiarire il viso di quest’ultimo oppure utilizzando un flash elettronico. Quest’ultima soluzione è la più pratica perché non richiede la presenza di un’assistente per sorreggere e direzionare il pannello riflettente, occorrerà soltanto montare il flash sulla nostra fotocamera.

Per un uso appropriato del flash, in queste condizioni di utilizzo, occorre far sì che la luce emessa sia inferiore di almeno due diaframmi di quella presente sulla scena. Ad esempio se il nostro soggetto si trova in una scena in cui l’esposizione, posto tempo di scatto (ovviamente non deve mai superare il tempo massimo di sincro flash della vostra fotocamera) e sensibilità ISO, prevede un’apertura di diaframma pari ad 11 il nostro flash dovrà essere tarato in modo che emetta un fascio di luce pari ad un diaframma 5,6.

Il flash avendo la funzione di fornire una luce diffusa di schiarita sul soggetto sarà opportuno dotarlo di accessori studiati per questo scopo, come i filtri diffusori o filtri Lastolite. E’ utile inoltre l’uso di filtri colorati per bilanciare la temperatura del colore nella scena in cui effettuiamo la ripresa. Nel caso ipotetico di un tramonto o di un’alba la luce più fredda emessa dal flash non sempre assume un gradevole effetto finale.

_DSC8381

2012 03 18 Ritratto

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