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© daniele lo forte

Aspetti psicologici della fotografia da ritratto

RITRATTO FOTOGRAFICO: Aspetti psicologici della fotografia da ritratto.

Un’immagine fotografica e’ realizzata dal fotografo ma dipende dal soggetto ritratto. Questo puo’ essere consapevole oppure inconsapevole. L’unico soggetto consapevole e’ quello che posa per un’immagine da ritratto. In tutti gli altri generi fotografici i soggetti sono inconsapevoli, che siano persone o luoghi.

In un ritratto di figura umana la fotogenia riveste un ruolo importante. Vi sono persone esteticamente piacevoli che ritratte appaiono sgraziate o inespressive, altre magari meno piacevoli a vedersi o magari fuori dai canoni comuni della bellezza che rendono magnificamente. E’ fotogenico quel volto che immortalato in una espressione statica tende a mantenere la stessa “presenza” e carica emotiva che rappresenta la sua figura dal vivo. I visi più fotogenici sono quelli che riescono a trasmettere maggiormente le loro sensazioni attraverso il loro sguardo.

Personalmente trovo essenziale creare un buon approccio emotivo, entrare in confidenza ed in sintonia con il nostro soggetto ci permetterà di abbattere quel muro di diffidenza e di imbarazzo che c’è ogni qualvolta un non professionista intende farsi ritrarre.
I soggetti adulti si dividono in quelli sicuri di se’ e delle proprie potenzialità ed in quelli convinti di venire sempre male in foto. I primi darebbero l’impressione di essere soggetti più facilmente fotografabili, ma non sempre è così, convinti della loro immagine
piacevole spesso esordiscono con catalogo di pose, infinitamente provate, che alla fine gli fanno perdere la loro spontaneità, regalandoci così un bell’esempio di maschere stereotipate anziché di se stessi. I soggetti timidi, convinti di venire sempre male in foto, spesso sono dei falsi modesti, convinti che l’immagine eseguita sia inferiore all’immagine che hanno di loro stessi.

In entrambi i casi un buon dialogo con questi soggetti è basilare, sarà utile mostrarle via via il lavoro eseguito (il digitale ci aiuta molto in questo) in modo da renderli sempre più naturali e disponibili alle nostre indicazioni.

Per le donne è sempre molto importante evitare di toccare il soggetto per fargli assumere le pose desiderate, molto meglio spiegarle. Occorre renderla partecipe del risultato finale evitando che si immobilizzi a causa del nostro contatto fisico.

Per i bambini si complicano le cose. Per loro l’obiettivo è una curiosità che spesso porta alla mancanza di spontaneità, quindi l’ideale sarebbe quello di “coglierli al volo”. Riduciamo la durata del tempo di posa e del diaframma per il minor margine d’errore possibile. In studio preferiamo la luce continua e quella flash per evitare di intimorirli e bloccarli in maniera irreversibile.

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